Collana Editoriale

Geoaffetti. Narrare la nostra terra (2017)

a cura di Bianca Terracciano

Dall’introduzione di Giovanni Fiorentino e Antonino Di Maio:

La terra risplende. Allo stesso tempo la terra brucia.
Dall’alto della chiesa rossa di Montechiaro, con un colpo d’occhio unico, si raccoglie l’intera piana di Sorrento, con il Golfo di Napoli e il Vesuvio sulla destra. La straordinaria bellezza di questo angolo del Sud è solo un frammento, riflesso e campione di un territorio articolato e ricchissimo, non riducibile ad una o a sole poche immagini stereotipate. Dietro il colpo d’occhio, la nostra terra nasconde,
e non sempre racconta, una complessità stratificata, fatta di molteplicità e diversità, composta di storie anche molto diverse in grado di mettere insieme tra loro scienza e bellezza, artigianato e ricerca, poesia e tradizione, storia e alimentazione, natura e cultura. Si tratta di storie e prospettive culturali che hanno radici e passioni germinate nel territorio che, potenzialmente, restituiscono valore, conoscenza, possibilità, anche speranza, alla nostra terra. Dietro il colpo d’occhio emergono fuochi sparsi, fragilità rinnovate ed equilibri che a lungo termine rischiano di saltare. Sono gli equilibri precari di una terra, e di un territorio, messi sotto pressione ambientale, antropica, culturale.
È una scelta precisa, quella del Centro Meridionale di Educazione Ambientale, di riconoscere il valore aggiunto di una prospettiva educativa dall’approccio interdisciplinare, e Bianca Terracciano ha tessuto puntualmente i fili per restituire sedimenti e stratificazioni in grado di ricondurci a una prospettiva culturalmente ecosistemica che va oltre l’orizzonte ristretto che ci limita. Geoaffetti, quarto volume della collana Sud Comunicazione Ambiente, racconta la nostra terra muovendo dalla passione per la penisola sorrentina. Dalle competenze e dalle molteplicità espressive di tutti gli autori assemblate in un mosaico che pone al centro questioni, ed emergenze, nodali, spesso rimosse, quasi mai affrontate.
Il collasso rimane ancora lontano seppure a portata di sguardo: il terremoto di Ischia, il Vesuvio che brucia. Ma i fuochi estivi saccheggiano costantemente la penisola dalla Punta della Campanella al Faito, alla costiera amalfitana. Fuori dalla metafora rispetto a tanto splendore che rafforza e amplifica l’immaginario e i proventi turistici, ci sono ampi margini e grandi opportunità per costruire anche sulla base delle storie edificanti e dalle visioni qui rappresentate. Bisogna solo scegliere di seguirle.

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I colori delle sirene. Itinerari sommersi in penisola sorrentina (2015)

di Enrico, Rosaria, Arturo e Marco Gargiulo

Dal contributo di Giovanni Fiorentino e Antonino Di Maio:

Questo libro rappresenta un viaggio di conoscenza. Un viaggio che media tra chi ha vissuto l’esperienza della profondità del mare delle Sirene – per molti giorni, per anni e per generazioni diverse – e l’ha trasformata in esperienza quasi quotidiana e sogno di vita. E chi invece rimane sulla terra, si bagna lungo le coste, guarda la superficie e conosce poco del resto, senza riuscire facilmente ad immaginare.
Medium prezioso l’occhio subacqueo della famiglia Gargiulo nelle sue diverse componenti e caratteristiche: Enrico, Maria Rosaria, Arturo e Marco. Tutti con la grande passione per la fotografia e per il mondo sommerso, trasmessa da Enrico e Maria Rosaria ai figli.
Questa prima serie di itinerari subacquei della penisola sorrentina mostra fotograficamente ciò che non è possibile vedere ad occhi nudi, praticando attraverso le immagini una educazione ambientale appassionata e una testimonianza vitale. Il libro si snoda in forma di una sorta di diario multimediale autobiografico che allo stesso tempo è un lavoro collettivo e intergenerazionale in grado di trasmettere informazioni e saperi, ma più di ogni altra cosa, un patrimonio genetico di passione. E ciò attraverso la bellezza delle forme, dei colori, degli incontri che passano tra l’uomo e la natura e si fermano attraverso l’obiettivo fotografico.
Questa pubblicazione è una sorta di manna didattica. Prima di tutto per i ragazzi, gli studenti delle nostre scuole, perché in grado di rivelare, incuriosire e avvincere, ma anche per tutti i docenti o tutti i cittadini che sprovvisti di strumenti adeguati, non si sono mai avvicinati al fondo del mare. E questo è senz’altro obiettivo centrale del Centro Meridionale di Educazione Ambientale: far conoscere, magari appassionare, avviare azioni persistenti e durature nel tempo, lasciare tracce che possano alimentare la possibilità di scoprire ed amare l’ambiente.

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Il destino del luogo. Sorrento, turismo, ambiente, cultura e immaginario (2014)

a cura di Giovanni Fiorentino, con testi di Luisa Aiello, Lorenzo Cicatiello, Elina De Simone, Giovanni Gugg, Bianca Terracciano

Dall’introduzione di Giovanni Fiorentino:

La raccolta di studi che il CMEA propone insieme, risponde prima di tutto all’urgenza di restituire al territorio l’investimento
generoso che un gruppo di ricercatori sorrentini ha scelto di fare sulla propria attività di progettazione, studio e ricerca. È un paradosso, ma allo stesso tempo un dato inequivocabile: il paese Italia, che della risorsa culturale -turistica vive, negli ultimi vent’anni ha politicamente scelto di sottrarre qualsiasi investimento alla ricerca. Mentre tutti i paesi europei, in una fase di grande crisi, hanno investito nella ricerca come unica prospettiva di crescita, i governi che si sono susseguiti in Italia hanno apportato tagli progressivi e coerenti, spesso nascondendoli con vagheggiate riforme. Questa ricerca del CMEA – e i ricercatori che l’hanno portata avanti – rappresenta una risorsa per il presente e, probabilmente, almeno utile ad un eventuale confronto ed una possibile progettazione del nostro territorio. Economia, sociologia, antropologia, semiotica, mediologia si confrontano secondo prospettive diverse su argomenti macroscopicamente, ambientalmente e politicamente, significativi: l’offerta turistica e il turismo culturale, le giovani generazioni e il lavoro del futuro, il luogo, ed in particolare il centro storico, nella sua trasformazione come ambiente turistico, ancora l’ambiente di relazione, condivisione, informazione e promozione di rete, infine i mezzi di locomozione, il paesaggio e l’ambiente che continuamente attraversano, ridisegnandolo.
Questi saggi costituiscono tra loro una dialettica interdisciplinare ed ecosistemica che potrebbe rappresentare un embrione, anche in termini relazionali, per un osservatorio culturale che mette insieme turismo, sud, ambiente, indagando le trasformazioni dell’abitare. Se la ricerca avvia almeno il ripensare una scrittura possibile e potenziale dello spazio e del tempo turistico a Sorrento, il suo destino rimanda all’attivazione dell’orientamento e della scelta politica, alla sensibilità e alle competenze dell’imprenditoria territoriale e agli investimenti, prima di tutto culturali, che si vorranno operare.

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Mitigliano La meraviglia dello sguardo (2013)

Dall’introduzione di Giovanni Fiorentino e Giancarlo Spezie:

Lo sguardo, e in particolare lo sguardo fotografico, è stato – ed è – un prezioso strumento di conoscenza. L’apparecchio fotografico arriva dove l’occhio dell’uomo non può arrivare. Lo sguardo del fotografo subacqueo, occhio e macchina, da tempo racconta storie, biografie, ambienti con forme e colori, distanti dalla stabilità della terraferma. Che si rintracciano egualmente solo nella magia di alcuni film animati entrati nell’immaginario collettivo – Alla ricerca di Nemo rimane forse il titolo più noto -, oppure nella migliore produzione audiovisiva documentaria – e in questo caso si deve almeno ricordare in Italia il prezioso lavoro di Folco Quilici.
Il Centro Meridionale di Educazione Ambientale, per scelta del fondatore, il prof. Antonino Fiorentino, ha tra le sue vocazioni quella di utilizzare il mondo della comunicazione e dei media per favorire la conoscenza dell’ambiente: il cinema, la fotografia, la televisione, oggi le reti del web, sono straordinari e potenti mezzi didattici. In questo libro la macchina fotografica guidata dall’occhio, da più occhi di appassionati foto subacquei italiani, ha costruito una mappa fantastica, coniugando un angolo mitico della costiera sorrentina – la cala di Mitigliano – con i colori e le forme di oltre 90 specie di pesci differenti.
La cala di Mitigliano è conosciuta bene da pochi: la difficoltà di accesso da terra la rende più facilmente espugnabile a chi viene dal mare. Una spiaggia che è un fazzoletto di sassi, incorniciata dal costone calcareo e dalla macchia mediterranea, tra ulivi che scendono fino al mare e pini marittimi. Uno specchio di mare che resiste, conservando le trasparenze, gli odori, la qualità cristallina di un mare pulito e ricco. Una grotta subacquea, appunto detta di Mitigliano, che, grazie ad una sorgente d’acqua dolce, costituisce una forte attrattiva per coloro che amano l’immersione subacquea e restituisce un microcosmo incontaminato. Infine una veduta, dal mare, dall’alto dei sentieri, dalla spiaggia, dalla barca, sempre e comunque spettacolare. Da qui si vede, anzi si tocca con la mano, Capri. Il tramonto in questo luogo è folgorante.
Il Centro Meridionale di Educazione Ambientale, con questo volume riprende l’attività editoriale dedicata alla conoscenza del nostro territorio. Con l’obiettivo da una parte di applicare un metodo interdisciplinare, calato nella molteplicità dell’esperienza. E nello stesso tempo, dall’altra, cercando di offrire uno strumento di prima conoscenza orientato fondamentalmente al mondo della formazione, alle scuole, quindi prima di tutto a studenti e docenti. Uno strumento che usa allo stesso tempo immagini e parole, testi descrittivi e di approfondimento, in una sintesi possibilmente armonica che cerca di spingere lo sguardo oltre i limiti che quotidianamente tendiamo ad imporci.

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